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Giorno 30 — L'appuntamento e il bilancio finale: primo appuntamento, consigli per condurre un'ora

Giorno 30 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20268 min di lettura

Oggi conduci un primo incontro di un'ora, con inizio e fine dichiarati prima, e poi confronti il diario di oggi con quello del giorno 1. Sai di averlo fatto quando il congedo è arrivato entro il minuto 65. Sul diario ci sono trenta righe e tre numeri messi a confronto. È l'ultimo giorno della settimana 4, dedicata all'appuntamento.

Esercizi del giorno

Fissare inizio, fine e chiusura prima di uscire

Obiettivo. Decidere a casa i tre elementi che rendono l'ora conducibile: quando comincia, quando finisce, con quale frase la chiudi.

Come si fa. A casa, con il diario, in dieci minuti. Scrivi una riga sola, sotto le 25 parole, con quattro cose: il luogo con il nome, l'ora di inizio, l'ora di fine, la frase di chiusura. Esempio: "Caffè della stazione, 18:00-19:00. Alle 18:55 dico: io avevo un'ora, per me è stata bella". Poi riapri il diario del giorno 27 e copia due punti in comune veri trovati con questa persona, con il dettaglio: sono gli argomenti a cui torni se la conversazione si ferma. Non preparare altro. Se non è la persona del giorno 27, scegli due righe dalla lista delle cose che fai davvero. Lascia il telefono in tasca per tutta l'ora: lo decidi ora, non lì.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 riga sotto le 25 parole con i quattro elementi, più 2 punti in comune copiati dal diario. Il criterio è la riga: se manca l'ora di fine o la frase di chiusura, la riscrivi. È una scelta nostra: toglie dall'ora le decisioni che puoi prendere prima.

Condurre l'ora con la fine dichiarata all'inizio

Obiettivo. Condurre un primo incontro di sessanta minuti, dall'arrivo al congedo, usando ciò che hai allenato nei quattro giorni precedenti.

Come si fa. Arrivi cinque minuti prima e scegli un posto da cui tutti e due vedete l'uscita. Nei primi due minuti dici l'ora di fine: "io ho un'ora, poi devo andare". Non è una scusa: è la cornice. Poi conduci come nei giorni scorsi: niente frasi preparate oltre ai due punti in comune, ogni intervento riprende qualcosa che ha detto lei. Al posto di un "anch'io" senza prova fai una domanda. Tieni d'occhio la tabella del giorno 28: a un segnale di disagio la frase di chiusura arriva subito, anche al minuto venti, e l'esercizio conta lo stesso. Al minuto 55 dici la frase scritta a casa. Se vuoi rivederla, la proposta ha giorno, ora e luogo in una frase, e la risposta la tratti con le tre reazioni del giorno 29. Se volete restare oltre l'ora, lo decidete in due, a parole: "io avrei ancora mezz'ora, tu?". Vale la regola del consenso, per esteso, anche con una persona che ha accettato l'incontro: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Un sì all'incontro non è un sì ad altro: per ridurre la distanza o toccare si chiede, e la risposta vale così com'è. Se nessuna proposta del giorno 29 ha avuto un sì, fai l'ora con una persona conosciuta durante la sfida che accetti un caffè: l'abilità di oggi è condurre l'ora, non l'esito.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 60 minuti di incontro, con la fine dichiarata nei primi due minuti e la chiusura detta entro il minuto 65. Il criterio secondario è il diario, tre righe appena tornato: il minuto della chiusura; la proposta fatta, se l'hai fatta, e il suo esito; i segnali visti e la loro colonna. Se l'incontro è finito prima per un segnale di disagio, scrivi il minuto: l'esercizio è fatto.

Confrontare il diario di oggi con il giorno 1

Obiettivo. Chiudere il programma con un confronto di numeri, non con un giudizio: cosa dice il diario del giorno 30 rispetto a quello del giorno 1.

Come si fa. A casa, con il diario, in mezz'ora. Prima parte: una riga per ogni giorno, da 1 a 30, con tre colonne: il target del giorno, se l'hai raggiunto (sì, no, in parte), il numero vero che hai scritto quel giorno. I giorni saltati restano nella tabella con "non fatto". Seconda parte: scegli tre numeri che compaiono in più giorni. Per esempio: i minuti con una persona nuova, le volte in cui ti sei fermato a un segnale di disinteresse, le proposte con giorno, ora e luogo. Per ciascuno scrivi il valore del giorno 1 e quello di oggi. Se il giorno 1 non aveva quel numero, scrivi "nessun dato" e confronti con il primo giorno che ce l'ha. Terza parte: una frase sotto le 30 parole che dice quale dei tre numeri è cambiato di meno. Quello è il giorno da rifare per una settimana, da solo, prima di ricominciare. Nessuna frase sul "come ti senti": il bilancio è fatto di numeri.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 30 righe complete, una per giorno, e 3 numeri del giorno 1 accanto a quelli del giorno 30. Il criterio è la tabella: nessuna riga vuota, nessun numero senza il suo confronto. La frase finale sotto le 30 parole chiude il diario della sfida.

Perché funziona

Un appuntamento, per come lo definisce l'enciclopedia, è "an activity of spending time together ("going on dates") usually through planned social encounters, with the intention of getting to know each other" (Wikipedia, voce Dating). I due termini della definizione sono le due regole di oggi: l'incontro è programmato, con inizio e fine, e lo scopo è conoscersi, non dimostrare qualcosa. Un'ora con la fine dichiarata è un incontro programmato fino in fondo; conversazione senza copione e punti in comune veri sono il modo di conoscersi.

La fine dichiarata applica il consiglio del servizio sanitario britannico a chi teme le situazioni sociali: "break down challenging situations into smaller parts and work on feeling more relaxed with each part" (NHS, Social anxiety). Un'ora con un'uscita nota a entrambi è una parte più piccola di una serata senza fine. Le abilità che ci metti dentro le hai allenate una alla volta nei giorni 26, 27, 28 e 29.

Il bilancio segue l'altro consiglio della stessa pagina: "writing down what goes through your mind and how you behave in certain social situations". Trenta righe con target, esito e numero registrano come ti sei comportato, non come ti sei sentito: per questo si possono confrontare. Non promettiamo che i tre numeri siano cambiati: se uno è fermo, il diario ti dice da quale giorno ripartire.

Errori comuni

Domande frequenti

Primo appuntamento: quali consigli valgono davvero?

Tre, e sono tutti misurabili: un luogo con un nome e un'ora di inizio, una fine dichiarata all'inizio ("ho un'ora"), e il telefono in tasca per tutti i sessanta minuti. Il resto, cosa dire e come vestirsi, conta meno di quanto le guide facciano credere: se ascolti e rilanci come nei giorni scorsi, gli argomenti arrivano.

Perché dichiarare la fine all'inizio?

Perché toglie a tutti e due il problema di come chiudere. Se dici subito "ho un'ora, poi devo andare", il congedo al minuto sessanta è un fatto annunciato, non un giudizio sull'incontro. E se l'ora è andata bene, la proposta di rivedervi arriva con giorno, ora e luogo, invece di un "restiamo ancora un po'" senza fine.

Chi paga al primo appuntamento?

Ognuno il suo, se l'incontro è un caffè o un aperitivo da un'ora: è la forma più semplice e non mette nessuno in debito. Se vuoi offrire, lo dici all'inizio, in una frase, e accetti un no senza insistere. Non è un test e non dice niente sull'interesse: sul diario di oggi non è uno dei tre numeri.

E se l'appuntamento del giorno 29 non c'è, perché ha detto no?

Fai l'ora con una persona conosciuta durante la sfida che accetti un caffè, e lo scrivi sul diario per quello che è. L'abilità di oggi è condurre sessanta minuti con inizio e fine dichiarati, e si allena con chiunque. Il bilancio del terzo esercizio lo fai comunque: i trenta giorni sono passati, i numeri ci sono.

Il primo appuntamento può durare più di un'ora?

Sì, se lo decidete in due al minuto sessanta, con una frase esplicita: "io avrei ancora mezz'ora, tu?". Quello che non va bene è lasciar scivolare l'ora senza dirlo, perché toglie a lei il momento facile per salutare. Per l'esercizio di oggi conta il congedo dichiarato entro il minuto 65, anche se poi restate.

Cosa faccio dopo il giorno 30?

Segni l'ultimo giorno nel cruscotto della sfida e scegli, dal bilancio, il giorno con il numero più basso: quello lo rifai per una settimana, da solo, prima di ricominciare da capo. Il programma non ha un giorno 31 perché il metodo è sempre lo stesso: un esercizio, un target dichiarato, un numero sul diario.

Fonti

  • Wikipedia — Dating: https://en.wikipedia.org/wiki/Dating
  • NHS — Social anxiety (social phobia): https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/

Continua

La sfida finisce qui: segna il giorno 30 nel cruscotto della sfida. Se vuoi ripartire, riparti dal Giorno 1. Indice della settimana: Settimana 4 — L'appuntamento.