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Giorno 9 — Entrare in una conversazione di gruppo: come parlare con un gruppo di sconosciuti

Giorno 9 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20267 min di lettura

Oggi alleni a entrare in una conversazione di gruppo e a fare almeno una domanda a ogni persona presente, così nessuno resta fuori. Sai di averlo fatto quando hai osservato quattro gruppi, hai condotto una conversazione fra conoscenti in cui tutti hanno ricevuto una domanda e sei entrato in tre gruppi di sconosciuti con lo stesso criterio. È il secondo giorno della settimana 2, dedicata all'approccio.

Esercizi del giorno

Osservare quattro gruppi da fuori

Obiettivo. Imparare a vedere, prima di entrare, chi parla, chi tace e dove sta il varco nel cerchio: sono le tre cose che ti servono per fare una domanda a testa.

Come si fa. Vai dove le persone stanno in piedi a parlare in gruppi di tre o più: una piazza all'ora dell'aperitivo, l'uscita di un evento, un mercato. Siediti o fermati a distanza, senza fissare nessuno: uno sguardo di due secondi, poi lo abbassi sul telefono o sul taccuino. Per ogni gruppo osserva per due minuti e scrivi quattro righe. Quante persone sono. Chi ha parlato di più. Chi non ha parlato, o ha parlato solo quando qualcuno gli ha fatto una domanda. Se il cerchio ha un varco o no. Varco vuol dire due persone con lo spazio di una terza fra loro e le spalle non del tutto girate verso l'esterno; senza varco, le spalle sono chiuse verso chi sta fuori. Non ti avvicini e non parli con nessuno: è solo osservazione.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 4 gruppi, ciascuno con le quattro righe compilate. Il criterio: nella terza riga deve esserci un nome o una descrizione ("la ragazza con la giacca verde", "l'uomo a sinistra"), non "nessuno". Il target è una scelta nostra, non un dato.

Condurre una conversazione fra conoscenti con una domanda a testa

Obiettivo. Fare almeno una domanda a ogni persona presente in un gruppo che già frequenti, prima di allenarlo con sconosciuti.

Come si fa. Scegli un momento della giornata in cui sei in un gruppo di almeno tre persone oltre a te. Va bene la pausa pranzo, un aperitivo, la cena con amici, la sala d'attesa di un corso. Prima di sederti conta le persone: quel numero è il tuo obiettivo. Nei primi dieci minuti fai a ciascuna almeno una domanda, rivolta a lei con lo sguardo e, se lo conosci, con il nome. La domanda parte da qualcosa che quella persona ha detto o da qualcosa che sai di lei: "Marta, tu ci sei andata alla fine?", "E tu come l'hai risolta?". Non vale la domanda al gruppo intero ("come va, ragazzi?") e non vale quella con risposta sì o no. Dopo la risposta aspetta: se la persona continua, la lasci parlare; se si ferma, passi alla successiva, senza fare il giro come un intervistatore. Se nel gruppo ci sono persone che non conosci, vale la regola del consenso: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Niente approcci a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, in spazi chiusi senza uscita (ascensori, mezzi affollati).

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 conversazione in cui il numero di persone che hanno ricevuto una domanda è uguale al numero di persone presenti. Alla fine scrivi i nomi in colonna e accanto a ciascuno la domanda che gli hai fatto. Un nome senza domanda accanto e la conversazione non conta: ne cerchi un'altra, oggi o domani sera. Segna anche chi, fra loro, aveva parlato meno prima della tua domanda.

Entrare in tre gruppi di sconosciuti

Obiettivo. Entrare in un gruppo che non conosci con un motivo detto subito e, prima di andartene, fare almeno una domanda a ciascuno dei presenti.

Come si fa. Scegli un contesto aperto dove i gruppi si formano e si sciolgono: la presentazione di un libro, l'aperitivo di un evento pubblico, un mercato, la coda a un banco di street food. Cerca un gruppo di due o tre persone in piedi, con un varco nel cerchio: fra le cose osservate nel primo esercizio è quella che conta di più. Avvicinati al varco di lato, non da dietro, fermati a più di un braccio di distanza e aspetta una pausa. Nella pausa saluti e dici il motivo, come ieri: un fatto del contesto che riguarda tutto il gruppo, non una persona sola. "Siete qui per la presentazione? Cerco di capire se è già iniziata." Poi una domanda al gruppo e, quando hai una risposta, una domanda a ciascuno, guardando la persona a cui la fai. "E voi due l'avete già letto?", "Tu invece come l'hai conosciuto?". Datti tre minuti: allo scadere saluti tu, "grazie, vi lascio alla vostra serata", a meno che qualcuno del gruppo non ti faccia una domanda. Regola del consenso: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Nel gruppo la regola vale per ciascun membro: basta che una persona mostri disinteresse, o che il cerchio si stringa lasciandoti fuori, e vai via salutando tutti, anche se gli altri stavano rispondendo. Niente approcci a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, in spazi chiusi senza uscita (ascensori, mezzi affollati).

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 3 gruppi, con almeno tre minuti di distanza l'uno dall'altro e in punti diversi del luogo; tre è una scelta nostra, non un dato. Per ciascuno segna tre cose: quante persone c'erano, a quante hai fatto almeno una domanda, chi ha concluso e a che punto. L'ingresso vale quando i primi due numeri coincidono, oppure quando il gruppo ha concluso prima e tu sei andato via al primo segnale.

Perché funziona

In un gruppo la parola passa di mano secondo regole che esistono anche se nessuno le dichiara. La voce di Wikipedia in inglese sul turn-taking, l'alternanza dei turni di parola, descrive tre modi in cui il turno cambia, in quest'ordine. Chi parla sceglie chi parlerà dopo; oppure qualcuno si prende il turno da solo, e il primo che parla lo ottiene; oppure nessuno lo prende e chi parlava continua. Chi entra in un gruppo da fuori ha solo la seconda strada, la più esposta. Una domanda rivolta a una persona precisa usa invece la prima: sei tu a passare il turno, e chi lo riceve non deve competere per parlare. Non affermiamo che il gruppo ti accoglierà: diciamo che la domanda è il modo più ordinato di passare la parola a qualcuno.

La voce italiana sull'analisi della conversazione aggiunge che il cambio di turno dipende anche dal tono di voce e dal contatto visivo, oltre che dal contenuto. I turni possono sovrapporsi, e la conversazione mediterranea è descritta come più ricca di interruzioni. Per questo l'esercizio ti chiede di guardare la persona a cui fai la domanda e di aspettare una pausa: una domanda senza sguardo la raccoglie chi parla di più.

La sequenza osservare, praticare con conoscenti, entrare fra sconosciuti segue il consiglio della pagina dell'NHS sull'ansia sociale: scomporre le situazioni difficili in parti più piccole e lavorare su ciascuna. La stessa pagina suggerisce di concentrarsi su ciò che le persone dicono invece di presumere il peggio: la domanda a testa ti dà qualcosa da ascoltare. Non promettiamo che l'ansia cali. Proponiamo tre parti in ordine e un modo per contarle.

Errori comuni

Domande frequenti

Come si entra in una conversazione di gruppo già iniziata?

Dal varco nel cerchio, di lato, aspettando una pausa, con un motivo che riguarda tutto il gruppo e non una persona sola. Poi una domanda al gruppo e, quando arriva una risposta, una domanda a ciascuno, guardando chi la riceve. Se il cerchio è senza varco, non entri: aspetti o cambi gruppo.

Cosa dico per parlare con un gruppo di sconosciuti?

Un fatto vero del contesto che li riguarda tutti: se sono lì per lo stesso evento, se sanno quando inizia, se il banco a cui sono in coda è quello giusto. Nessun commento su una persona del gruppo. La frase resta corta, perché il gruppo decide in pochi secondi se lasciarti lo spazio.

E se nel gruppo c'è una ragazza che mi interessa?

Oggi riceve una domanda come tutti gli altri, né più né meno. L'abilità del giorno è includere tutti, e chi ignora due persone per parlare con la terza lo fa notare a tutte e tre. Se lo scambio prosegue e lei rilancia, puoi risponderle di più, ma senza voltare le spalle al resto del gruppo.

Il gruppo risponde e poi torna a parlare fra sé: ho fallito?

No, l'ingresso vale se hai fatto una domanda a ciascuno e sei andato via al segnale. Un gruppo che riprende il suo discorso ti sta dicendo che lo scambio è finito: saluti e ti allontani. L'esercizio misura le domande fatte e il rispetto del segnale, non quanto il gruppo ti ha trattenuto.

Fonti

  • Wikipedia (EN) — Turn-taking: https://en.wikipedia.org/wiki/Turn-taking
  • Wikipedia — Analisi della conversazione: https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_della_conversazione
  • NHS — Social anxiety (social phobia): https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/

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Domani: Giorno 10 — Opinioni proprie: dissentire con garbo. Indice della settimana: Settimana 2 — approccio.