Giorno 8 — Dire perché parli e quanto resti: come avvicinare una ragazza senza sembrare invadente
Oggi alleni due frasi da dire nel primo minuto con una sconosciuta: perché le parli e quanto resti. Sai di averlo fatto quando hai sei aperture scritte con motivo e durata, otto prove cronometrate sotto il minuto e quattro avvicinamenti dal vivo. In ciascuno hai detto entrambe le cose e hai rispettato il tempo dichiarato. È il primo giorno della settimana 2, dedicata all'approccio.
Esercizi del giorno
Scrivere sei aperture con motivo e durata
Obiettivo. Avere pronte sei frasi in cui il motivo e la durata vengono prima di tutto il resto, così dal vivo non devi inventarli.
Come si fa. Prendi un foglio o le note del telefono. Pensa a sei luoghi in cui passerai nei prossimi giorni: la fila di un bar, una libreria, un mercato, una fermata, un parco, una sala d'attesa. Per ogni luogo scrivi una riga in tre pezzi. Il primo è il motivo: una cosa vera del contesto che ti serve o che hai notato. Per esempio "sto cercando un libro da regalare" o "non capisco quale delle due linee passa di qui". Il secondo è la durata: un tempo corto e preciso, "trenta secondi", "un minuto", "una domanda sola". Il terzo è la domanda. Esempio completo: "Scusa, ti chiedo trenta secondi: cerco un regalo per mio fratello e ho visto che hai preso quel libro, ti è piaciuto?". Tre regole per ogni riga. Il motivo deve essere vero: se non hai un regalo da fare, non lo usi. La durata sta sotto i due minuti. Nessun riferimento all'aspetto di lei. Scarta le righe in cui il motivo è "volevo conoscerti": è sincero, ma non dice nulla del contesto, e oggi ti serve un appiglio concreto.
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 6 righe, ciascuna con i tre pezzi nell'ordine motivo, durata, domanda. Rileggile e sottolinea la durata in ognuna: se in una riga non c'è un tempo, la riga non conta e la riscrivi. Il target è una scelta nostra, non un dato.
Cronometrare il primo minuto
Obiettivo. Portare motivo e durata nei primi venti secondi di parlato, senza premesse e senza giri di parole.
Come si fa. Apri il cronometro del telefono. Scegli una delle sei righe e dilla a voce alta come la diresti dal vivo. Poi continua per il tempo che hai dichiarato: se hai detto "un minuto", vai avanti con la domanda, una risposta plausibile detta da te e un saluto. Ferma il tempo al saluto. Controlla due numeri: a quale secondo hai finito di dire motivo e durata, e a quale secondo hai salutato. Il primo deve stare sotto i venti secondi, il secondo sotto i sessanta. Se il primo sfora, togli le premesse ("scusa, senti, non vorrei disturbare, però…") e parti dal motivo. Se il secondo sfora, il saluto lo anticipi. Cambia riga a ogni ripetizione, così nessuna resta imparata a memoria.
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 8 ripetizioni valide, cioè con motivo e durata detti entro venti secondi e il saluto entro sessanta. Le ripetizioni fuori tempo non contano: otto è il numero di quelle riuscite. Segna i due tempi per ognuna sul diario.
Avvicinare quattro persone dicendo perché e per quanto
Obiettivo. Dire motivo e durata a una sconosciuta nel primo minuto, poi rispettare il tempo che hai dichiarato.
Come si fa. Scegli luoghi aperti dove le persone sono ferme per scelta e possono andarsene: un parco, una piazza, la fila di un bar, uno scaffale di libreria, un mercato. Avvicinati di fronte o di lato, mai da dietro, e fermati a più di un braccio di distanza. Guardala, saluta e usa una delle sei righe: motivo, durata, domanda, in quest'ordine. Quando il tempo dichiarato finisce, sei tu a concludere: "grazie, era questo, buona giornata". Se lei fa una domanda o continua a parlare, resti: la durata è un limite che hai messo a te stesso, e lei può toglierlo; tu no. Regola del consenso: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Niente approcci a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, in spazi chiusi senza uscita (ascensori, mezzi affollati).
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 4 avvicinamenti a 4 persone diverse. Per ciascuno segna tre cose: se hai detto il motivo, se hai detto la durata, chi ha concluso lo scambio e a che punto. L'avvicinamento vale quando le prime due sono "sì" e il tempo è stato rispettato, cioè hai salutato tu entro la durata detta oppure lei ha scelto di continuare. Un "no" alla prima frase vale lo stesso: motivo e durata li avevi detti.
Perché funziona
Chi teme di essere invadente teme, di solito, di prendersi tempo e spazio che nessuno gli ha concesso. Le due frasi di oggi rispondono a questo prima che l'altra persona debba chiederlo: il motivo dice cosa vuoi, la durata dice quanto le costa. È assertività nel senso della voce di Wikipedia: la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni. Nella definizione di Alberti ed Emmons, riportata dalla stessa voce, è anche difendere i propri diritti senza ignorare quelli altrui. Il diritto di lei è di andarsene, e la durata dichiarata glielo lascia intatto.
Lo spazio conta quanto le parole. La prossemica, la disciplina che studia le distanze nella comunicazione, distingue quattro distanze. Quella personale, tra 45 e 120 centimetri, è riservata agli amici; quella sociale, oltre il metro, si usa fra conoscenti. Con una sconosciuta la distanza è quella sociale: per questo nell'esercizio ti fermi a più di un braccio. Non affermiamo che una distanza precisa renda gradito l'avvicinamento. Diciamo che una distanza da conoscenti è coerente con il fatto che non vi conoscete.
La sequenza scrivere, cronometrare, fare dal vivo segue un consiglio del servizio sanitario britannico a chi soffre di ansia sociale. La pagina dell'NHS sull'ansia sociale suggerisce di scomporre le situazioni difficili in parti più piccole. Poi di lavorare su ciascuna finché non ci si sente più a proprio agio. Non promettiamo che l'ansia cali. Proponiamo tre parti in ordine di difficoltà e un modo per contare quelle fatte.
Errori comuni
- Inventare il motivo. Lo riconosci perché alla prima domanda di lei ("che libro cerchi?") non sai rispondere. Il motivo deve essere vero prima che tu apra bocca: se non c'è, cambia posto, non frase.
- Superare la durata dichiarata. Al minuto sei ancora lì e sei tu che parli. Il tempo è la parte della frase che lei ha sentito meglio: se lo superi, il motivo dichiarato smette di valere. Saluti tu, entro il tempo, e resti solo se è lei a rilanciare.
- Trasformare la durata in una domanda a cui non si può dire no. "Hai un minuto?" detto mentre stai già parlando non lascia scelta. Dichiara il tempo, fai una pausa di un secondo, e lascia lo spazio per un "no".
- Avvicinarsi da dietro o troppo vicino. Lei sussulta o fa un passo indietro. Entra nel suo campo visivo prima di parlare e fermati a più di un braccio: la distanza fa parte della frase.
- Usare l'aspetto di lei come motivo. "Ti ho vista e dovevo dirti che sei bellissima" sposta tutto su di lei e non le dà nulla a cui rispondere. Il motivo di oggi è un fatto del contesto, che lei può verificare in un secondo.
Domande frequenti
Come si avvicina una ragazza senza sembrare invadente?
Dicendo nei primi venti secondi perché le parli e quanto tempo le chiedi, poi rispettando quel tempo. Il motivo è un fatto del contesto, la durata sta sotto i due minuti. A questo aggiungi una distanza da conoscenti, l'avvicinamento di fronte e la regola che un segnale di disinteresse conclude tutto senza un secondo tentativo.
Quale motivo va bene per iniziare?
Un fatto vero del posto in cui siete: il libro che ha in mano, la fila che non si muove, un'indicazione che ti manca. Va bene se lo diresti anche a un uomo della sua età nello stesso punto. Non va bene un giudizio sul suo aspetto o un motivo che non regge a una domanda.
Devo davvero andarmene quando finisce il tempo che ho detto?
Sì, se è lei a non rilanciare. Saluti tu, entro il tempo dichiarato, senza aggiungere una domanda in più. Se lei fa una domanda o continua a parlare, resti: la durata è un limite che hai messo a te stesso, e solo lei può toglierlo. Andartene nel tempo detto è la prova che la frase era vera.
E se risponde con una parola sola?
Conta come segnale di disinteresse: ringrazi e ti allontani, senza una seconda domanda alla stessa persona. L'avvicinamento vale per il target di oggi, perché motivo e durata li hai detti. Segna la risposta sul diario e passa alla persona successiva, in un altro posto o dopo qualche minuto, non nello stesso punto.
Posso dire che le parlo perché mi piace?
Oggi no. L'esercizio allena un motivo legato al contesto, che lei può verificare in un secondo. Dire l'interesse nel primo minuto a una sconosciuta è un'altra abilità, con un'altra misura, e sposta subito il tema su di lei. Se lo scambio prosegue oltre la durata dichiarata, puoi dirlo più avanti, con parole altrettanto semplici.
Va bene fermare una ragazza che cammina per strada?
Meglio di no, per scelta nostra. Chi cammina ha già una direzione, e fermarla la costringe a scegliere tra la sua strada e te. Scegli chi è ferma per scelta: seduta in un parco, in fila, davanti a uno scaffale. Lì la durata dichiarata ha senso, perché lei può darti il tempo senza cambiare i suoi piani.
Fonti
- NHS — Social anxiety (social phobia): https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/
- Wikipedia — Assertività: https://it.wikipedia.org/wiki/Assertività
- Wikipedia — Prossemica: https://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica
Continua
Domani: Giorno 9 — Entrare in una conversazione di gruppo. Indice della settimana: Settimana 2 — approccio.