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Giorno 20 — Scambiare il contatto in modo diretto: come chiedere il numero a una ragazza

Giorno 20 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20268 min di lettura

Oggi alleni a chiedere un contatto con una frase diretta, che contiene un motivo, una proposta e un giorno, e ad accettare la risposta così com'è. Sai di averlo fatto quando hai ripetuto la frase dodici volte senza pause, hai fatto quattro proposte concrete a persone che conosci e due richieste a persone che non conoscevi. È il sesto giorno della settimana dedicata alla conversazione.

Esercizi del giorno

Ripetere la frase di richiesta ad alta voce

Obiettivo. Avere una frase diretta che esce intera, senza cercare le parole, così quando la dirai a qualcuno l'attenzione resta sulla persona e non sulla frase.

Come si fa. Scrivi la frase su un foglio, in tre pezzi: il motivo, la proposta con un giorno, il contatto. La nostra versione è questa: "Mi è piaciuto parlare con te. Ti va di continuare con un caffè giovedì? Ti lascio il mio numero". Puoi cambiare l'attività e il giorno, non la struttura. Scrivi sotto anche la riga per il no: "Va bene, grazie per la chiacchierata. Buona giornata". Poi la dici ad alta voce, in piedi, con il telefono che registra: prima la richiesta, poi la riga per il no, come se fossero una coppia. Riascolti e conti: ogni ripetizione in cui c'è una pausa lunga, un "magari", un "se ti va", un "non so se" o una risata di copertura non vale. Togli le parole che attenuano e ripeti. La frase deve suonare come una domanda normale, con la voce che scende alla fine, non come una scusa.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 12 ripetizioni valide di seguito, registrate: richiesta più riga per il no, senza pause e senza parole aggiunte. Se alla settima ti blocchi, ricominci a contare da uno. Segni sul diario a che tentativo sei arrivato a dodici.

Proporre un'attività concreta a chi conosci

Obiettivo. Fare una proposta con giorno, ora e luogo a persone che conosci, e prendere la risposta così com'è. Allena la proposta, che è la parte della frase più spesso saltata, e il primo contatto con il no.

Come si fa. Durante la giornata proponi a quattro persone che conosci, amici, colleghi, familiari, una cosa da fare insieme: un caffè, una corsa, un film, un pranzo. Ogni proposta ha tre elementi: giorno, ora o fascia oraria, luogo con un nome. "Sabato alle 10 corro al parco [nome], vieni?" vale; "prima o poi ci vediamo" non vale. La fai a voce o per messaggio, una frase sola, e poi stai zitto: la risposta è sua. Se dice sì, fissi i dettagli in due righe. Se dice no, o propone un'altra data, rispondi con una riga ("va bene, alla prossima" oppure "giovedì va bene") e cambi argomento. Non spieghi perché hai proposto, non chiedi perché ha detto no, non rilanci con una seconda proposta nella stessa conversazione.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 4 proposte con giorno, ora e luogo, a quattro persone diverse. Le segni sul diario con la risposta ricevuta: sì, no, altra data. I no contano quanto i sì: stai allenando la proposta, non l'esito.

Chiedere il contatto a una persona che non conosci

Obiettivo. Portare la frase in una conversazione vera con una sconosciuta: chiederle il contatto in modo diretto e accettare la risposta, sì o no, con la stessa riga.

Come si fa. Vai nei luoghi dove ti sei allenato nelle due settimane passate: una fila, un bar in piedi, un parco, una libreria, un evento aperto. Inizi da un dettaglio del contesto, tieni la conversazione per qualche scambio, dici un piano con giorno e luogo come ieri e fai almeno una domanda su di lei. Se la conversazione regge, cioè lei risponde con frasi intere, fa domande, resta girata verso di te, dici la frase: motivo, proposta con giorno, contatto. Decidi prima di uscire se offri il tuo numero o chiedi il suo, e non cambi sul momento. Poi taci e aspetti. Se risponde sì, prendi o dai il numero e ti congedi entro un minuto: la conversazione buona termina lì, non si allunga per paura di perdere qualcosa. Se risponde no, o svia ("magari ci si rivede", "non so", una pausa con lo sguardo altrove), è un no: dici la riga preparata, "va bene, grazie per la chiacchierata, buona giornata", e vai via. Non chiedi il perché, non proponi un altro canale, non dici "peccato". Vale la regola del consenso, per esteso: un segnale di disinteresse (una risposta breve, lo sguardo altrove, un passo avanti, un "no") termina l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Non parli con persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), con chi ha le cuffie, con chi è con bambini, né in spazi senza uscita come ascensori e mezzi affollati. Se hai avuto un sì, la regola per il dopo è una sola. Scrivi entro il giorno successivo un messaggio con un riferimento alla conversazione e la proposta con il giorno; se non risponde, non ne mandi un secondo.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 2 richieste dette per intero, con motivo, proposta con giorno e contatto, a due persone diverse che non conoscevi, in due conversazioni separate. L'esito non conta: sì e no valgono uguale. Se la prima richiesta ha avuto un sì, la seconda la rimandi a un'altra uscita e segni l'esercizio come fatto. Se in nessuna conversazione arrivi al punto di poterla dire, l'esercizio è fatto lo stesso, e scrivi sul diario dove si è fermata e perché.

Perché funziona

La frase di oggi è un esempio di quello che Wikipedia chiama assertività: la capacità di esprimere in modo chiaro le proprie emozioni e opinioni, difendendo i propri diritti senza ignorare quelli degli altri. Il motivo ("mi è piaciuto parlare con te") dice quello che senti. La proposta con un giorno dice cosa vuoi. Il contatto dice come. Lei ha tutte le informazioni per rispondere, e la risposta resta sua. Per questo l'esercizio vieta le attenuazioni: "magari", "se ti va", "non so se": non rendono la richiesta più gentile, la rendono meno chiara, e lei deve indovinare cosa stai chiedendo.

La stessa voce ricorda che la comunicazione assertiva si concentra sulla questione, non sulla persona. È la ragione della riga per il no: "va bene, grazie per la chiacchierata" risponde alla questione, cioè la proposta, e non alla persona. Non chiedere il perché ha lo stesso senso: il perché riguarda lei, e non l'hai chiesto.

L'ordine dei tre esercizi segue un consiglio di self-help che l'NHS dà a chi soffre di ansia sociale. Il consiglio è scomporre le situazioni difficili in parti più piccole e lavorare su ognuna finché ci si sente più a proprio agio. Prima la frase da solo, poi la proposta a chi conosci, poi la richiesta a chi non conosci. La stessa pagina consiglia di concentrarsi su ciò che le persone dicono invece di presumere il peggio. È il motivo per cui ti chiediamo di stare zitto dopo la frase e di ascoltare la risposta per intero, prima di decidere che è un no. Non lo citiamo per dire che l'esercizio tratta qualcosa: lo citiamo perché è il modo in cui abbiamo ordinato i passi.

Errori comuni

Domande frequenti

Meglio chiedere il suo numero o lasciare il mio?

Le due forme valgono uguale: scegli prima di uscire e non cambiare sul momento. Chiedere il suo numero è più diretto e ti mette in mano il primo messaggio. Lasciare il tuo le lascia più libertà, e devi accettare che può non scrivere. Quello che conta è la struttura della frase, non chi scrive per primo.

Quando è il momento giusto per chiedere il numero?

Quando la conversazione regge da sola e tu hai già proposto qualcosa di concreto. I segnali sono tre: lei risponde con frasi intere, fa domande su di te, resta girata verso di te. Non serve aspettare un momento perfetto. Se la conversazione sta finendo e i tre segnali ci sono, la frase va detta prima del saluto.

Cosa dico se risponde di no?

"Va bene, grazie per la chiacchierata. Buona giornata", e vai via. Non chiedi il perché, non proponi un'alternativa, non commenti. Un no detto in modo indiretto, come "magari ci si rivede" o una pausa con lo sguardo altrove, è un no. La risposta di una riga è quella che hai ripetuto stamattina: per questo l'hai allenata insieme alla richiesta.

Mi ha dato il numero ma non risponde: cosa faccio?

Niente, dopo il primo messaggio. La regola è un messaggio entro il giorno successivo, con un riferimento alla conversazione e una proposta con il giorno. Se non arriva risposta, non ne mandi un secondo, non cerchi i suoi profili e non chiedi ad altri di lei. Un silenzio dopo il numero è un no, e si accetta come gli altri.

Posso chiedere il numero in chat o su Instagram?

Sì, con la stessa struttura: motivo, proposta con un giorno, contatto. In chat le attenuazioni si moltiplicano, quindi rileggi il messaggio e togli "magari", "se ti va", "non so se". Questo programma però allena la richiesta dal vivo, che è più difficile e vale per ogni canale. Il no in chat, compreso il silenzio, si accetta allo stesso modo.

Posso chiedere il numero a una collega o a chi lavora nel locale?

A chi lavora nel locale no, e non fa parte degli esercizi: chi è in servizio non può allontanarsi e non può rifiutare liberamente. Con una collega la regola del programma è la stessa, ma il no ha un costo diverso per lei, perché vi rivedrete. Per gli esercizi usa i luoghi pubblici dove entrambi potete andarvene.

Fonti

  • Wikipedia (it), Assertività — https://it.wikipedia.org/wiki/Assertivit%C3%A0
  • NHS, Social anxiety (social phobia) — https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/
  • Wikipedia (en), Social rejection — https://en.wikipedia.org/wiki/Social_rejection

Continua

Domani: Giorno 21 — Una conversazione completa, inizio, mezzo e contatto. Il programma della settimana: Settimana 3 — conversazione.