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Giorno 19 — Parlare dei propri piani e interessi concreti: come parlare di sé in una conversazione

Giorno 19 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20267 min di lettura

Oggi alleni a parlare di te con fatti: un piano reale della settimana, detto con giorno e luogo, al posto di aggettivi su come sei. Sai di averlo fatto quando hai scritto quattro piani, ne hai citati due a persone che conosci e uno a una persona che non conosci, contando gli scambi. È il quinto giorno della settimana dedicata alla conversazione.

Esercizi del giorno

Scrivere quattro piani con giorno e luogo

Obiettivo. Avere pronti piani veri da citare, così in conversazione non devi cercarli: alleni la materia prima dell'abilità di oggi.

Come si fa. Guarda i prossimi sette giorni e scrivi quattro piani, uno per riga, su quattro giorni diversi. Ogni riga ha tre elementi: il giorno, il luogo con un nome (una via, un locale, un parco, una città) e l'attività. Esempio di formato: "giovedì, dopo le 19, corso di [attività] in via [nome]". Vale solo ciò che è vero: un impegno già preso, o una cosa che decidi adesso e che farai davvero. Se non arrivi a quattro, decidi in quel momento un piano piccolo e realizzabile, e mantienilo. Accanto a ogni riga aggiungi una parola sul perché ti interessa: è l'interesse concreto che porterai in conversazione.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 4 righe, una per piano, su quattro giorni diversi. Una riga senza luogo o senza giorno non conta. Le rileggi ad alta voce una volta: se una ti suona finta, la cambi.

Citare un piano a chi già conosci

Obiettivo. Dire un piano ad alta voce dentro una conversazione normale, senza presentarlo come un annuncio.

Come si fa. Durante la giornata, con colleghi, amici o familiari, aspetta che la conversazione tocchi il tempo libero, la sera, il fine settimana. A quel punto rispondi con una riga della tua lista: giorno, luogo, attività, e il perché in mezza frase. Poi passi la parola con una domanda sull'altra persona ("tu che fai sabato?"). Un solo piano per conversazione: il secondo lo tieni per un'altra volta. Se la conversazione va altrove, la lasci andare; non riporti il discorso sul tuo piano.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 2 conversazioni con persone che conosci. In ognuna hai detto un piano con giorno e luogo e poi hai fatto una domanda. Le segni sul diario con nome della persona e piano citato.

Dire un piano a una persona che non conosci

Obiettivo. Portare l'abilità nel contesto della settimana: parlare di te con una sconosciuta o uno sconosciuto in modo concreto, in una conversazione breve.

Come si fa. Vai nei luoghi in cui ti sei allenato nei giorni scorsi: una fila, un bar in piedi, un parco, una libreria, un evento aperto. Inizi da un dettaglio del contesto, come hai fatto nella settimana 2. Se la conversazione tiene per due battute, inserisci un piano della tua lista collegato al contesto. In libreria: "sabato vado alla presentazione in [luogo], cerco qualcosa da leggere prima". Al parco: "domenica corro la 10 km a [luogo], oggi provo il percorso". Poi una domanda a lei. Vale la regola del consenso, per esteso: un segnale di disinteresse (una risposta breve, lo sguardo altrove, un passo avanti, un "no") termina l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Non parli con persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), con chi ha le cuffie, con chi è con bambini, né in spazi senza uscita come ascensori e mezzi affollati.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 conversazione iniziata con una persona che non conosci. Se arrivi a dire il piano per intero, giorno e luogo compresi, lo segni come riuscito; se non arrivi fin lì, l'esercizio è fatto lo stesso e lo scrivi così, senza abbellire.

Perché funziona

Parlare di sé è quello che Wikipedia chiama self-disclosure: un processo di comunicazione in cui una persona rivela informazioni su di sé a un'altra. La parola che conta è "informazioni". "Sono uno sportivo" è un giudizio su di te, e l'altra persona può solo prenderne atto. "Domenica corro la 10 km al parco" è un'informazione: ha un giorno, un luogo, un'attività, e le dà tre appigli per rispondere, chiedere, raccontare qualcosa di suo. Per questo l'esercizio richiede giorno e luogo: senza, torni all'aggettivo.

Il piano deve essere vero per una ragione pratica, non morale. Un piano vero regge le domande ("a che ora? con chi?") e regge il caso in cui lei dica che ci va anche lei. Un piano inventato crolla alla seconda domanda.

L'ordine dei tre esercizi segue un consiglio di self-help che l'NHS dà a chi soffre di ansia sociale. Il consiglio è scomporre le situazioni difficili in parti più piccole e lavorare su ognuna finché ci si sente più a proprio agio. Prima scrivi, poi parli con chi conosci, poi con chi non conosci. Non lo citiamo per dire che l'esercizio tratta qualcosa: lo citiamo perché è il modo in cui abbiamo ordinato i passi.

Infine, l'NHS mette il contatto con altre persone tra i cinque passi per il benessere mentale e raccomanda di non affidarsi solo a tecnologia e social per costruire relazioni. Un piano con luogo e giorno è, per costruzione, un'attività dal vivo: parlarne ti tiene su quel terreno.

Errori comuni

Domande frequenti

Come si parla di sé in una conversazione senza sembrare egocentrici?

Dici un fatto su di te, poi fai una domanda. Un piano con giorno e luogo occupa una frase e lascia il turno all'altra persona. Diventa egocentrico quando i fatti si accumulano senza domande, o quando rispondi a ciò che dice lei riportando tutto su di te. Una frase tua, una domanda a lei: questa è la proporzione.

Cosa dico se non ho piani per la settimana?

Ne crei uno piccolo, oggi, e lo mantieni. L'esercizio richiede piani veri, non impegni importanti: una corsa domenica in un parco preciso, un mercato sabato mattina, una mostra giovedì. Decidere un piano e farlo davvero è parte dell'allenamento: senza un piano reale non hai niente di concreto da dire.

Devo parlare dei miei interessi o dei suoi?

Dei tuoi, per una frase, e poi dei suoi. Il tuo interesse serve a darle qualcosa a cui rispondere; il suo serve a continuare. Se lei raccoglie il tuo piano e fa domande, rispondi e poi restituisci il turno. Se non lo raccoglie, non insistere sul tema: chiedile cosa fa lei in quei giorni.

Posso usare il piano come invito?

Oggi no. L'esercizio del giorno 19 allena a dire il piano, non a proporre di condividerlo. Se lei dice spontaneamente che ci andrebbe, prendine nota e rispondi con naturalezza, senza forzare. La proposta diretta e la richiesta del contatto sono l'abilità del giorno 20, con la sua frase e la sua regola per il no.

E se lei non fa domande sul mio piano?

Cambi argomento e continui, oppure concludi con un saluto. Nessuna domanda sul tuo piano non è un segnale di rifiuto in sé: può essere un tema che non le interessa. Passa a una domanda su di lei. Se invece arriva una risposta breve con lo sguardo altrove, quello è disinteresse: ringrazi e ti allontani.

Fonti

  • NHS, Social anxiety (social phobia) — https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/
  • NHS, 5 steps to mental wellbeing — https://www.nhs.uk/mental-health/self-help/guides-tools-and-activities/five-steps-to-mental-wellbeing/
  • Wikipedia (en), Self-disclosure — https://en.wikipedia.org/wiki/Self-disclosure
  • Wikipedia (it), Conversazione — https://it.wikipedia.org/wiki/Conversazione

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Domani: Giorno 20 — Scambiare il contatto in modo diretto. Il programma della settimana: Settimana 3 — conversazione.