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Giorno 17 — Gli errori che chiudono una conversazione: gli errori da evitare quando parli con una ragazza

Giorno 17 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20267 min di lettura

Oggi alleni la correzione: trovi nel tuo diario due errori che hanno fatto morire una conversazione, e nella conversazione successiva fai il contrario. Sai di averlo fatto quando la sera puoi scrivere, per ciascun errore, cosa hai fatto di diverso e cosa è successo dopo. È il punto di verifica di metà settimana sulla conversazione.

Esercizi del giorno

Trovare i due errori nel diario

Obiettivo. Allena la prima metà dell'abilità: riconoscere gli errori tuoi, non quelli di un elenco generico.

Come si fa. Al mattino, prima di uscire, rileggi il diario dei giorni scorsi. Cerca le conversazioni finite prima di quanto volevi e, per ciascuna, guarda cosa hai fatto tu un attimo prima che finisse. Confronta con questi cinque errori, che sono i più frequenti tra quelli che vediamo descritti:

  • l'interrogatorio: tre domande di fila senza una frase tua in mezzo;
  • il monologo: più di un minuto a parlare senza che l'altra persona abbia detto niente;
  • il telefono in mano: lo schermo acceso, anche solo per controllare l'ora;
  • la risposta a una parola: lei fa una domanda e tu rispondi "sì", "no", "boh";
  • la battuta che svaluta: una presa in giro su una cosa che lei ha detto o scelto.

Scegli i due che ricorrono di più nel tuo diario. Per ciascuno scrivi una riga con la conversazione in cui è successo e una riga con il contrario da fare oggi. Esempi: "invece di una terza domanda, dico una cosa mia in una frase"; "invece di rispondere boh, rispondo con un fatto e una domanda". Se nel diario non trovi nessuno dei cinque, scegli i due che ti riconosci più facilmente: il punto è averne due precisi da correggere, non trovarne di nuovi.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 2 errori nominati, ciascuno con la conversazione in cui è successo e la riga con il contrario. Se una delle due righe del contrario è vaga ("cerco di essere più aperto"), non vale: la riscrivi finché descrive un'azione che si può vedere.

Correggere nella conversazione successiva

Obiettivo. È l'abilità del giorno: correggere i due errori mentre parli, non dopo.

Come si fa. Nella giornata hai una conversazione in cui applichi le due righe del contrario. Va bene una persona che conosci, ma vale di più una sconosciuta, in un posto dove la gente ha tempo: una fila, un mercato, un evento pubblico. Apri come nei giorni scorsi, con un dettaglio visibile o una frase sentita. Poi tieni a mente solo le due righe. Se il tuo errore è l'interrogatorio, dopo ogni risposta dici una cosa tua prima della domanda seguente. Se è la risposta a una parola, ogni tua risposta contiene un fatto e una domanda. Se è il telefono, resta in tasca dall'inizio alla fine. Non tenti di correggere tutti e cinque gli errori: due bastano, e sono già tanti da tenere d'occhio mentre ascolti.

Regola del consenso, che vale per ogni scambio di oggi: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio. Ringrazi e ti allontani. Nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona. L'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Non ti rivolgi a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassieri, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, né in spazi chiusi senza uscita come ascensori e mezzi affollati.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 conversazione in cui hai applicato entrambe le righe del contrario almeno una volta. Se la conversazione si è chiusa per un segnale di disinteresse prima che potessi applicarle, conta lo stesso. Segni sul tracker cosa sei riuscito a fare; riprovi con un'altra persona solo se ne hai voglia, non per forza.

La scheda di riscontro

Obiettivo. Verifica se la correzione ha cambiato qualcosa, con un dato scritto e non con una sensazione.

Come si fa. La sera compili una scheda di tre righe per ciascuno dei due errori: cosa facevi prima, cosa hai fatto oggi, cosa è successo subito dopo. La terza riga descrive un fatto osservabile: "ha risposto con due frasi invece di una", "ha fatto lei una domanda", "ha guardato l'orologio". Non scrivi giudizi ("è andata meglio") e non scrivi cosa pensava lei, perché non lo sai. Se hai voglia, leggi la scheda a un amico o a un'amica e chiedi solo una cosa: "ti riconosci in questo errore quando parli con me?". È l'unico riscontro esterno che chiedi oggi; a una sconosciuta non si chiede mai cosa hai sbagliato.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 scheda completa, sei righe in tutto, con la terza riga di ciascun errore che contiene un fatto e non un giudizio. Se la conversazione è finita prima della correzione, la terza riga dice questo, ed è un dato valido.

Perché funziona

Il giorno di oggi è costruito su un gesto semplice: guardare cosa fai, scriverlo, cambiarlo. L'APA Dictionary of Psychology chiama self-monitoring, nella prima accezione, un metodo di gestione del comportamento in cui la persona tiene un registro di ciò che fa. Nel registro: tempo impiegato, forma e luogo in cui il comportamento si manifesta, sentimenti durante l'esecuzione. Il primo e il terzo esercizio sono esattamente questo registro, ridotto a due errori e sei righe. Non lo presentiamo come terapia: è un modo di contare, e i numeri si possono confrontare da un giorno all'altro.

Il secondo appoggio viene dall'NHS, tra le cose da provare contro l'ansia sociale. La prima è scrivere cosa passa per la testa e come ci si comporta nelle situazioni sociali, tenendo un diario. La seconda è scomporre le situazioni difficili in parti più piccole su cui lavorare una alla volta. Per questo oggi correggi due errori, non cinque, e li correggi in una conversazione, non in tutte. La stessa pagina suggerisce di concentrarsi su ciò che le persone dicono invece di dare per scontato il peggio: la terza riga della scheda, che chiede un fatto e non un giudizio, serve a tenerti su quel binario.

Sull'idea di correzione ci limitiamo a una definizione. La voce Conversazione di Wikipedia distingue l'autocorrezione, fatta dallo stesso parlante che si accorge del proprio errore, dall'eterocorrezione, fatta dagli altri partecipanti. Oggi alleni la prima. Quanto all'effetto della correzione sulla conversazione, non promettiamo nulla: la scheda della sera ti dice cosa è successo nel tuo caso, e questo è l'unico dato che conta.

Errori comuni

Domande frequenti

Quali sono gli errori da evitare quando parli con una ragazza?

I cinque che vediamo più spesso sono l'interrogatorio, il monologo, il telefono in mano, la risposta a una parola e la battuta che svaluta. L'elenco però serve solo come griglia: l'esercizio di oggi chiede di trovare nel tuo diario i due che fai davvero tu, con la conversazione in cui è successo.

Come capisco se sto facendo un interrogatorio?

Conta le tue domande di fila: alla terza senza una frase tua in mezzo, è un interrogatorio. Il segnale dall'altra parte è che le risposte si accorciano. La correzione è una sola azione: dopo ogni risposta dici una cosa tua di una frase, un fatto o un'opinione, e solo poi fai la domanda seguente.

Cosa faccio se mi accorgo dell'errore mentre parlo?

Lo correggi nella frase successiva, senza commentarlo. Se hai appena risposto "boh", aggiungi un fatto e una domanda; se hai il telefono in mano, lo metti in tasca e continui. Non dici "scusa, sto facendo l'interrogatorio": porta l'attenzione su di te e non serve a lei.

Devo chiedere a lei cosa ho sbagliato?

No. A una sconosciuta non si chiede un riscontro sulla conversazione: è una richiesta fuori luogo e la risposta sarebbe di cortesia. Il riscontro di oggi lo scrivi tu nella scheda della sera, con fatti osservabili. Se vuoi un parere esterno, lo chiedi a un amico o a un'amica che ti conosce.

E se nel diario trovo tutti e cinque gli errori?

Scegli i due che ricorrono di più e lascia gli altri per un altro giorno. Correggere cinque cose in una conversazione non funziona: finisci per sorvegliarti e non ascolti. Gli altri tre li riprendi nei giorni successivi, uno alla volta, con lo stesso metodo di oggi.

La correzione vale anche in chat?

No, per oggi conta solo una conversazione dal vivo. In chat i tempi sono diversi, il telefono in mano non è un errore e il monologo si vede meno. L'abilità che alleni è correggerti mentre parli, con l'altra persona davanti: è quella che serve nei giorni successivi del programma.

Fonti

  • APA Dictionary of Psychology, voce "self-monitoring": https://dictionary.apa.org/self-monitoring
  • NHS, "Social anxiety (social phobia)": https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/
  • Wikipedia, "Conversazione": https://it.wikipedia.org/wiki/Conversazione
  • Wikipedia, "Self-monitoring": https://en.wikipedia.org/wiki/Self-monitoring

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Domani: Giorno 18 — Cambiare argomento seguendo gli spunti. Tutti i giorni della settimana 3 e il tuo avanzamento nel cruscotto della sfida.