Giorno 16 — Far stare bene chi hai davanti: come fare un complimento sincero
Oggi alleni il complimento sincero: una frase che nomina un dettaglio vero, specifico, che l'altra persona ha scelto o fatto. Il target è 5 complimenti a 5 persone diverse, preceduti da 4 dettagli scritti e seguiti, una volta, da una domanda. Sai di averlo fatto quando ogni frase contiene il dettaglio. È il secondo giorno della settimana sulla conversazione.
Esercizi del giorno
Trovare il dettaglio prima della frase
Obiettivo. Allena la metà silenziosa del complimento sincero: vedere una cosa vera prima di aprire bocca.
Come si fa. Siediti dieci minuti in un posto con gente di passaggio: una piazza, un bar, l'atrio di una biblioteca. Non parli con nessuno. Scrivi sul telefono o su un foglio quattro dettagli che una persona ha scelto o ha fatto. Esempi: un modo di sistemare la bici, una borsa rattoppata a mano, la pazienza con cui qualcuno spiega una cosa a un anziano, una scelta di colori. Per ciascun dettaglio scrivi accanto una riga di complimento che lo nomina, come se dovessi dirlo. Escludi il corpo e il viso: un dettaglio vale se dipende da una scelta o da un'azione della persona, non da come è nata.
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 4 dettagli scritti, ognuno con la sua riga di complimento. Rileggi: se una riga funzionerebbe uguale per chiunque ("hai un bello stile"), non vale e la riscrivi.
Cinque complimenti a cinque persone
Obiettivo. È l'abilità del giorno: fare complimenti specifici e veri a persone diverse. Per oggi sono cinque.
Come si fa. Nella giornata fai cinque complimenti a cinque persone diverse. Almeno due le conosci (un collega, un amico, un familiare) e al massimo tre sono sconosciute. La forma è sempre la stessa: il dettaglio, il motivo in cinque parole, fine. "Quella copertina cucita a mano è una bella idea, dura più di una custodia comprata". Nessuna frase dopo, nessuna richiesta, nessun "posso offrirti qualcosa". Il complimento è chiuso in sé: se l'altra persona vuole continuare, lo fa lei. Con sconosciuti niente complimenti sul corpo, sul viso o sui vestiti addosso: parla di oggetti, scelte, cose fatte. Il momento giusto è uno in cui la persona non è di fretta e può rispondere o ignorarti senza imbarazzo: in fila, a un banco del mercato, a un evento.
Regola del consenso, per ogni scambio di oggi: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio. Ringrazi e ti allontani. Nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona. L'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Non ti rivolgi a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassieri, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, né in spazi chiusi senza uscita come ascensori e mezzi affollati.
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 5 complimenti a 5 persone diverse, ognuno con il dettaglio dentro la frase. Un "grazie" secco e uno sguardo altrove sono una risposta valida: segni l'esercizio e vai avanti.
Il complimento con la domanda dopo
Obiettivo. Allena il passaggio dal complimento alla conversazione, senza che il complimento diventi una richiesta.
Come si fa. Con una persona che conosci, oppure con una sconosciuta che dopo il complimento ha risposto con più di una parola, aggiungi una domanda sul dettaglio. "Quella copertina l'hai cucita tu? Quanto ci vuole?". La domanda deve riguardare l'oggetto o l'azione, non la persona ("sei sempre così creativa?" è una lusinga travestita, non una domanda). Poi ascolti, come ieri: una riformulazione o una seconda domanda sulla risposta. Ti fermi dopo il secondo scambio a meno che non sia l'altra persona a proseguire.
Anche qui vale la regola del consenso: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio. Ringrazi e ti allontani. Nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona. L'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Non ti rivolgi a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassieri, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, né in spazi chiusi senza uscita come ascensori e mezzi affollati.
Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 scambio in cui al complimento è seguita una domanda e una risposta di almeno una frase. Se la risposta è stata di una parola, lo scambio non vale ma l'esercizio conta come fatto: la sera scrivi quale domanda avresti potuto fare.
Perché funziona
Il complimento che alleniamo oggi è un piccolo atto di attenzione verso un'altra persona, e ci sembra giusto partire da lì. L'NHS, nei cinque passi per il benessere mentale, scrive che la ricerca suggerisce che gli atti di gentilezza e di dono possono aiutare il benessere mentale di chi li compie. Fra gli esempi mette il ringraziare qualcuno per una cosa che ha fatto, e il chiedere come sta ascoltando davvero la risposta. Il complimento sincero sta nella stessa famiglia: nomina una cosa che l'altra persona ha fatto o scelto. Non promettiamo altro: né che a lei faccia piacere, né che porti a una conversazione.
Il secondo appoggio è la ragione per cui questo è un esercizio e non un consiglio. L'APA Dictionary of Psychology definisce le abilità sociali come un insieme di capacità apprese che permettono di interagire in modo competente e appropriato in un dato contesto. Apprese: quindi si esercitano, come tutto il resto del programma. Il primo esercizio separa l'osservazione dalla frase proprio per questo: chi dice complimenti generici di solito non ha guardato, e guardare si allena da solo, senza rischio, in dieci minuti.
Il terzo pezzo è il "come" oltre alle parole. La stessa fonte APA descrive la comunicazione non verbale come l'atto di comunicare informazioni senza usare parole, attraverso espressioni del viso, gesti, tono di voce. È il motivo della regola "dettaglio, motivo, fine": una frase breve detta con calma non chiede nulla; una frase lunga, con lo sguardo che cerca una reazione, chiede qualcosa. E la risposta dell'altra persona, anche quando è solo uno sguardo, ti dice se fermarti.
Errori comuni
- Il complimento sul corpo a una sconosciuta. Lo riconosci perché la frase parla di come è fatta, non di cosa ha scelto. Parla di un oggetto, di un'azione, di una scelta: è verificabile e non mette in imbarazzo.
- Il complimento che chiede. "Bella borsa, ti va un caffè?" trasforma la frase in una richiesta e la svuota. Oggi il complimento finisce con il motivo; se ci sarà una domanda, riguarda il dettaglio.
- Il complimento generico. "Hai un bel modo di fare" vale per chiunque e si sente. Se non puoi indicare il dettaglio con un dito, non lo dici.
- Esagerare. "È la cosa più bella che ho visto oggi" per un portachiavi suona finto. Il motivo in cinque parole basta: se serve gonfiarlo, il dettaglio non era abbastanza vero.
- Restare a guardare la reazione. Dopo la frase, se non arriva una risposta piena, saluti e ti sposti. Aspettare con lo sguardo fisso è già insistere.
Domande frequenti
Come si fa un complimento sincero a una ragazza?
Nomini un dettaglio che ha scelto o fatto, dai il motivo in poche parole e ti fermi. "Quel segnalibro di stoffa è un'idea che dura più di un post-it". Con chi non conosci eviti corpo, viso e vestiti addosso e parli di oggetti, scelte, azioni: così la frase è verificabile e non chiede nulla in cambio.
Un complimento può servire per iniziare una conversazione?
Sì, se resta un complimento chiuso e la conversazione la sceglie l'altra persona. Dopo il dettaglio e il motivo ti fermi: se risponde con più di una parola, puoi fare una domanda sull'oggetto o sull'azione, come nel terzo esercizio. Se risponde con un grazie secco, saluti e conta lo stesso.
Cosa dico se risponde solo grazie?
"Figurati, buona giornata" e ti sposti. Un grazie secco con lo sguardo altrove è un segnale di chiusura, e l'esercizio conta come fatto. Non aggiungi una seconda frase e non riprovi con la stessa persona più tardi: la regola del consenso di questo programma vale anche per i complimenti.
Posso fare complimenti sull'aspetto fisico?
Con chi conosci sì, se sono specifici e riguardano una scelta, per esempio un taglio di capelli nuovo. Con sconosciuti no, per scelta nostra: sono le frasi che più facilmente mettono a disagio chi le riceve da un estraneo. Oggi il target si raggiunge con oggetti, azioni e scelte, che sono più che sufficienti.
Quanti complimenti al giorno sono troppi?
Più di uno alla stessa persona nella stessa conversazione è già troppo: suona come una strategia. Il target di oggi è 5 complimenti a 5 persone diverse, una per complimento. Nei giorni successivi non serve contarli: se hai trovato un dettaglio vero, la frase ha senso; se non lo hai trovato, taci.
E se non trovo nulla da apprezzare?
Guarda gli oggetti e le azioni, non la persona: come tiene il caffè, cosa legge, come tratta chi le sta intorno. Il primo esercizio serve a questo, e quattro dettagli in dieci minuti si trovano quasi sempre. Se davvero non trovi nulla di vero, non inventi: cambi persona o rimandi.
Fonti
- NHS, "5 steps to mental wellbeing": https://www.nhs.uk/mental-health/self-help/guides-tools-and-activities/five-steps-to-mental-wellbeing/
- APA Dictionary of Psychology, voce "social skills": https://dictionary.apa.org/social-skills
- APA Dictionary of Psychology, voce "nonverbal communication": https://dictionary.apa.org/nonverbal-communication
- Wikipedia, "Praise": https://en.wikipedia.org/wiki/Praise
- Wikipedia, "Conversazione": https://it.wikipedia.org/wiki/Conversazione
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Domani: Giorno 17 — Gli errori che chiudono una conversazione. Tutti i giorni della settimana 3 e il tuo avanzamento nel cruscotto della sfida.