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Giorno 13 — Dove e quando: luoghi e occasioni della settimana, dove conoscere persone nuove

Giorno 13 di 30Di David BrownAggiornato settembre 20267 min di lettura

Oggi alleni un'abilità organizzativa: scegliere dove e quando incontrare persone nuove nei prossimi sette giorni, con luoghi reali e orari fissati. Sai di averlo fatto quando hai una lista di dieci luoghi vicini, cinque occasioni scritte in calendario e la prima già svolta oggi. È il sesto giorno della settimana 2, dedicata all'approccio.

Esercizi del giorno

Mappare dieci luoghi e occasioni a portata di mano

Obiettivo. Avere un elenco di posti veri, raggiungibili e con un orario, da cui scegliere le cinque occasioni della settimana: senza mappa la pianificazione resta un'intenzione.

Come si fa. Prendi un foglio e dividilo in due colonne: luoghi e occasioni. Nella prima scrivi i posti dove vai già o dove potresti andare senza organizzare nulla. Per esempio il bar della colazione, il mercato del sabato, la biblioteca di quartiere, la palestra, il parco dove corri, il negozio del pane. Nella seconda scrivi le occasioni con un inizio e una fine: un corso serale, la presentazione di un libro, un gruppo di corsa, una serata di giochi da tavolo. Oppure un turno di volontariato, una lezione di prova, l'evento dell'associazione a cui non hai mai risposto. Per ogni riga segna tre dati. Quanti minuti dista da casa o dal lavoro. In quali giorni e a che ora ci sei o potresti esserci. Quante persone ci trovi di solito. Scarta i posti dove le persone sono di passaggio o hanno fretta, come una fila o una fermata: ci resti pochi secondi e nessuno ha tempo di parlare. Preferisci i posti dove si torna, alla stessa ora, con le stesse facce: è lì che due battute di oggi possono diventare una conversazione la settimana dopo. Se ti servono occasioni nuove, guarda le bacheche del comune, della biblioteca e delle associazioni della tua zona, e il calendario eventi del quartiere.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 10 righe, tutte con i tre dati compilati: minuti di distanza, giorno e ora, presenza abituale. Una riga senza orario non conta: "la palestra" non è un'occasione, "la palestra il martedì alle 19" sì.

Fissare cinque occasioni nei prossimi sette giorni

Obiettivo. Trasformare la mappa in impegni con data e ora, distribuiti sulla settimana, in modo che gli esercizi dei prossimi giorni abbiano un posto dove avvenire.

Come si fa. Dalla lista di dieci righe scegli cinque occasioni e scrivile nel calendario del telefono, con una notifica un'ora prima. Quattro regole di scelta. Almeno due sono posti dove torni ogni settimana (il bar, il corso, il gruppo di corsa), perché lì il lavoro si accumula. Almeno una è un'occasione con inizio e fine, dove le persone sono lì per restare (un corso, una presentazione, un turno di volontariato). Nessuna dura meno di 30 minuti. Non più di una al giorno. Per ciascuna scrivi nelle note del calendario una riga con due cose. Cosa fai lì oltre a stare: bevi un caffè, segui la lezione, compri due cose al mercato. E con chi è normale scambiare due parole in quel contesto: il vicino di corso, la persona accanto al banco, chi arriva presto come te. Non pianificare cosa dire: quello lo hai allenato nei giorni scorsi. Se la settimana ha già impegni che si sovrappongono, sposta quelli: le cinque occasioni hanno la precedenza.

Come sai che l'hai fatto. Il target è 5 occasioni in calendario, ognuna con giorno, ora di inizio, durata di almeno 30 minuti e la riga di note compilata. Controllo finale: apri la vista settimanale del calendario e conta i blocchi. Se ne vedi meno di cinque con la notifica attiva, l'esercizio non è chiuso.

Presentarsi alla prima occasione oggi

Obiettivo. Verificare sul posto che la pianificazione regge: arrivare, restare il tempo deciso e cercare un solo scambio di battute, prima che la lista diventi l'ennesima cosa scritta e mai fatta.

Come si fa. Delle cinque occasioni, una deve cadere oggi. Se nessuna cade oggi, aggiungine una sesta: il posto più vicino della tua lista, alla prima ora utile. Vai, resta almeno 30 minuti e fai quello che si fa lì: bevi, guarda, compra, segui la lezione. Durante la permanenza cerca un solo scambio di due o tre battute con una persona che è lì per lo stesso motivo. Va bene una domanda sul posto ("è sempre così pieno il giovedì?"), un commento su ciò che avete davanti, una richiesta di informazione. Vale la regola del consenso: un segnale di disinteresse (risposta breve, sguardo altrove, un passo avanti, un "no") chiude l'esercizio; ringrazi e ti allontani; nessuna insistenza, nessun secondo tentativo con la stessa persona; l'esercizio conta come fatto anche se finisce lì. Niente approcci a persone al lavoro che non possono allontanarsi (cassiere, camerieri in servizio), a chi ha le cuffie, a chi è con bambini, in spazi chiusi senza uscita (ascensori, mezzi affollati). Prima di uscire, segna nelle note del calendario: ora di arrivo e di uscita, quante persone c'erano, se lo scambio c'è stato e come è finito.

Come sai che l'hai fatto. Per oggi il target è 1 occasione svolta: sei arrivato, sei rimasto almeno 30 minuti e hai le note compilate. Lo scambio di battute non è nel criterio: se l'occasione giusta non c'è stata, l'esercizio è chiuso lo stesso, perché oggi alleni la presenza nel posto. Se però le note dicono che il posto era vuoto o che tutti avevano fretta, sostituiscilo nella lista: è un dato, non un fallimento.

Perché funziona

Pianificare dove e quando fa una cosa sola: toglie la decisione dal momento in cui è più difficile prenderla. Se il posto e l'ora sono già scritti, l'unica scelta che resta sul posto è a chi rivolgere due battute. È coerente con ciò che il servizio sanitario britannico consiglia a chi soffre di ansia sociale. La pagina di auto-aiuto dell'NHS sull'ansia sociale suggerisce di scomporre le situazioni difficili in parti più piccole. Poi di lavorare su ciascuna parte finché non ci si sente più a proprio agio. Posto, orario, permanenza e scambio sono le quattro parti; oggi ne alleni tre. Non affermiamo che l'esercizio riduca l'ansia: diciamo che segue quel principio.

La preferenza per i posti dove si torna ha un nome in sociologia. Il terzo luogo, secondo la voce di Wikipedia, è l'ambiente sociale separato dai due ambienti abituali, la casa e il luogo di lavoro. Il termine è del sociologo Ray Oldenburg, che lo ha introdotto nel 1989. Gli esempi elencati vanno dai bar alle biblioteche, dai parchi alle palestre. Usiamo la definizione per una ragione pratica. In un terzo luogo le persone non sono di passaggio e tornano: lo scambio di oggi ha un seguito possibile la settimana prossima. È il contrario di una fila o di una fermata.

C'è infine una ragione che va oltre il programma. Tra i cinque passi per il benessere mentale proposti dall'NHS, il primo è entrare in contatto con altre persone. Le buone relazioni, scrive la pagina, sono importanti per il benessere mentale e aiutano a costruire un senso di appartenenza. Tra gli esempi ci sono il pranzo con un collega e il volontariato in un gruppo della comunità. Le cinque occasioni della settimana sono, prima di tutto, questo.

Errori comuni

Domande frequenti

Dove conoscere persone nuove se non frequento locali?

Nei posti dove le persone tornano con regolarità e fanno qualcosa insieme: un corso serale, un gruppo di corsa o di lettura, un turno di volontariato. Anche il mercato del sabato e la biblioteca di quartiere. Il locale non serve: serve un luogo con un orario, dove tu torni e dove le stesse persone tornano.

Quali sono le occasioni migliori per conoscere gente in una città nuova?

Le occasioni ricorrenti, con inizio e fine: un corso di qualcosa che vuoi imparare, una squadra amatoriale, un'associazione di quartiere, i gruppi che si trovano in biblioteca. Guarda le bacheche del comune e delle biblioteche e i calendari eventi della zona. Scegli due cose fisse a settimana e vacci per un mese prima di giudicare.

Quanto tempo devo restare in un posto?

Almeno 30 minuti, nel nostro programma: è una scelta editoriale, non una misura. Sotto quel tempo hai appena finito di guardarti intorno. Fai quello che si fa lì, un caffè, una lezione, la spesa, e cerca lo scambio nella seconda metà della permanenza, quando sei già parte della scena.

Conoscere persone online conta come occasione?

No, per questa settimana. Un'occasione del programma è un luogo fisico con un orario, dove puoi vedere i segnali dell'altra persona e allontanarti se non è interessata. Le app e i gruppi online possono servire a trovare eventi dal vivo: l'occasione è l'evento, non la chat.

E se nella mia zona non c'è nessuna occasione?

Allarga il raggio e cambia tipo di posto. Conta i minuti, non i chilometri: 25 minuti di strada vanno bene per un'occasione a settimana. Poi cerca ciò che esiste quasi ovunque: il mercato, la biblioteca, una polisportiva, un corso serale del comune. Se manca anche questo, la prima occasione è il bar della colazione, alla stessa ora ogni giorno.

Fonti

  • NHS — Social anxiety (social phobia): https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/social-anxiety/
  • NHS — 5 steps to mental wellbeing: https://www.nhs.uk/mental-health/self-help/guides-tools-and-activities/five-steps-to-mental-wellbeing/
  • Wikipedia — Terzo luogo: https://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_luogo

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Domani: Giorno 14 — Portare qualcosa: spiegare una cosa che sai. Indice della settimana: Settimana 2 — approccio.